a tutti i dissidenti cognitivi
a tutti i guerriglieri semiologici
a tutti i terroristi culturali
che la FORZA sia con voi
Il Pizzardone Astratto è il secolare nemico di Luther Blissett, il suo negativo (o viceversa), è il grande stratega degli umani flussi metropolitani. Ma vediamo di conoscere meglio questa merdina.
Prima di diventare Luther Blissett, ognuno di noi era costretto dal sistema della noia della vita urbana ad una serie di passaggi obbligati: l'autotrasporto per la scuola o il lavoro, la deprimente passeggiata pomeridiana nei luoghi del consumo a mo' di struscio (un retaggio del sistema della noia della vita paesana), la serata nei transiti coatti (non a caso sono così chiamati i suoi frequentanti) dove si consuma quella merce di massa che è il tempo libero. La propria esistenza è così vissuta in "Spazi Chiusi" (A. Conti, ed. Sufi, 1992), spazi dove il movimento è dato una volta per tutte, predefinito dagli spazi stessi, e non esiste possibilità, nel loro uso "normale", di uscire dalla coercizione del già definito. Recinti. Astratti pur essendo concreti.
Luther Blissett, dopo vari sforzi, è riuscito, tramite l'uso della Saggezza Profonda, a comprendere esattamente questo punto: che la metropoli, nel suo sviluppo caotico, produce un'entropia da controllarsi continuamente per evitare la sua deflagrazione; questo controllo è operato dalla rigida direzione dei flussi urbani, dalla stessa architettura della metropoli e dal comando che in essa e su di essa è operato. Dal Pizzardone Astratto.
Se un tempo la pianificazione della vita metropolitana trovava la propria matrice in un piano regolatore, adesso ciò non può più essere. Velocità e Libero Mercato sono i due fattori di entropia che trasfigurano la metropoli e fanno sì che il controllo non possa più essere a priori pianificato. Esso va eseguito just in time, sul momento, da dispositivi di modificazione architettonica del territorio, dal network semaforico, dalla semiotizzazione totalitaria dei (non)luoghi, dalla fascinazione continua della cartellonistica, dalla miserabile e autoritaria dislocazione delle cabine telefoniche (cellulare gratuito e di massa!), da eventi spettacolari, dalla monitorizzazione pervasiva, da sensi unici e guardie dappertutto. Luther Blissett chiama questo dispositivo di controllo Pizzardone Astratto. Pizzardone perché è dispositivo regolatore di traffico, Astratto per la sua pervasiva concretezza, per il suo essere deterritorializzato, non individuabile, perché il Pizzardone Astratto è ovunque.
Ora che il Pizzardone Astratto è stato sgamato, a Luther Blissett non rimane che una sola cosa da fare: dichiarargli guerra.
Svelare l'architettura come forma di polizia per aprire spazi all'immaginazione derivante.
"IL SURLUOGO È UN FATTO / FOTTI IL PIZZARDONE ASTRATTO" (orKestrapostfordista / L.B.).
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